Le mie Afriche
Asola, 2026; paperback, pp. 360, ill., cm 13,5x20,8.
(Anunnaki. Narrativa. 317).
series: Anunnaki. Narrativa.
ISBN: 88-6867-867-5
- EAN13: 9788868678678
Places: Out of Europe
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Weight: 0.809 kg
Ci sono libri che nascono da un progetto e libri che nascono da una febbre. Le mie Afriche appartiene senza dubbio alla seconda specie. Mario Nobili non racconta l'Africa come un luogo da visitare, ma come una forza che, una volta incontrata, continua a lavorare dentro: cambia lo sguardo, orienta i desideri, impone ritorni, accende ossessioni. Queste pagine raccolgono oltre venticinque anni di safari, ma sarebbe riduttivo leggerle come un semplice memoriale venatorio. Certo, ci sono la caccia, i trofei, le piste, gli animali inseguiti e finalmente incontrati; ma il cuore del libro sta altrove, in quella zona più segreta in cui l'avventura diventa autobiografia. Ogni viaggio africano sembra infatti interrogare l'autore su qualcosa che lo riguarda intimamente: il coraggio e la paura, l'attesa e l'errore, la solitudine e l'amicizia, il rapporto con il rischio, con il tempo, con il proprio corpo che cambia. Nobili ha il pregio raro di non costruirsi un monumento. Non posa da eroe del bush, non cerca l'enfasi facile del racconto esotico, non trasforma il safari in una cartolina dorata. Al contrario, scrive con una franchezza spesso spiazzante, capace di passare dall'ironia, alla tensione, dalla memoria tecnica della caccia, alla confessione più umana. Sa raccontare un animale con precisione, un compagno di viaggio con sarcasmo, un fallimento senza attenuarlo, una vittoria senza renderla retorica. Ed è proprio questa voce, asciutta e personale, a dare al libro la sua autenticità. L'Africa che emerge da queste pagine è plurale, concreta, magnifica e severa. Non consola, non addomestica, non si lascia possedere davvero. Chi la attraversa può conquistarne un trofeo, forse; ma alla fine è lei a trattenere qualcosa di chi vi è passato. Per questoLe mie Afriche non è soltanto il racconto di molte cacce. È la storia di una lunga fedeltà: a una passione, a un continente, a quella parte di sé che continua a cercare, anche quando crede di avere già trovato.