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Sebastiano Mazzoni. Catalogo ragionato

A cura di Binda A.
Soncino, 2019; br., pp. 400, 100 ill. b/n, 112 ill. col., cm 24,5x34,5.
(I Cardini).

prezzo di copertina: € n.d.

Sebastiano Mazzoni. Catalogo ragionato

Costo totale: € 220.00 € 624.90 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Pittura di Ritratto a Roma. II Seicento

Roma, 2008; 3 voll., ril. in cofanetto, pp. 824, 1137 ill. b/n e col., cm 24,5x27,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 380.00)

Pittura di Ritratto a Roma. II Seicento

La buona cucina toscana

Firenze, 2010; ril., cm 20x27.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 24.90)

La buona cucina toscana

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Nei giardini di Adone. Deve il filosofo scrivere oppure no?

San Lorenzo

Reggio Emilia, 2020; br., pp. 390.

ISBN: 88-8071-235-7 - EAN13: 9788880712350

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 1.87 kg


I giardini di Adone erano vasi in cui si facevano crescere piante a rapida fioritura per la festa del giovane amato da Afrodite. Adone era stato ucciso da un cinghiale istigato da Marte (ma forse il cinghiale era Marte...), l'amante storico della dea. Dal pianto della dea era nato il fiore dell'anemone. Socrate adopera i giardini di Adone come metafora della scrittura filosofica. Poiché la filosofia è, per definizione, una ricerca aperta, una ricerca incessante e inquieta, senza fine, nessun testo scritto può essere un punto fermo, un punto d'arrivo. La scrittura filosofica quindi non è che un gioco e chi si fermasse nella contemplazione dei propri risultati non sarebbe un filosofo ma, al più, un professore o un erudito. Però attenzione: perché, se la scrittura filosofica è un gioco, questo gioco, se praticato, deve essere preso seriamente: ogni improvvisazione, superficialità e sciatteria è improponibile; se si scrive, bisogna scrivere bene. Il tema affrontato da Platone nel Fedro è ancora d'attualità: anzi è più che mai d'attualità. Jean-Francois Lyotard ha scritto (ne La condizione post-moderna) che la nostra non è più l'epoca delle grandi narrazioni ma delle piccole narrazioni (che sono, per definizione, più attente alla scrittura). Jacques Derrida - sulla scia di Nietzsche e di Heidegger - ha concentrato l'attenzione sulla genesi dell'opera e sulla scrittura. Infine Richard Rorty ha distinto i filosofi rivoluzionari (quelli che hanno davvero qualcosa da dire) in sistematici ed edificanti. Questi ultimi si esprimono con una scrittura più frammentaria - spesso un commento o una contro-scrittura. Insomma, l'interesse per l'argomento scrittura dei filosofi (una volta trascurato dagli storici come ininfluente e irrilevante) sta diventando decisamente centrale nella riflessione post-moderna. In questo libro si affronta il tema della scrittura filosofica: e se Malatrasi e Petrucci si immergono in profondità nel testi platonici, cogliendone l'andamento narrativo e rivelandone aspetti inediti, Ramploud esplora la differenza fra l'alfabeto cinese e quello greco (il primo iconico e immanente, il secondo simbolico e trascendente) e Moietta sottolinea l'importanza che ha avuto la lingua greca nella nascita e nello sviluppo della filosofia: La Filosofia conosce... nella scrittura alfabetica la propria condizione trascendentale. Rimane da ricordare il contributo di Casalboni che - partendo dal Fedro - ci conduce alla scoperta di un libro, I Neoplatonici, scritto nell'Ottocento e rimasto inedito per cento anni.

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