Territorio, agricoltura e cibo. Due osservatori: il Materano e il Salento
Roma, 2026; paperback, pp. 240.
(Temi dell'Italia di mezzo).
series: Temi dell'Italia di mezzo
ISBN: 88-5522-926-5
- EAN13: 9788855229265
Subject: Urbanism
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Weight: 1.152 kg
Il cibo come chiave per scoprire il territorio, il cibo come merce, prodotto e soggetto delle politiche alimentari. Al centro, due territori-osservatorio: Matera, con il suo pane, e il Salento, con gli olivi del post-Xylella. Due declinazioni opposte, ma complementari, delle tensioni che attraversano l'Italia di mezzo, inserendosi perfettamente nella dialettica tra permanenza identitaria e rottura traumatica del paesaggio. Nel caso di Matera e della sua storica filiera del grano e del pane, emerge una forma di resistenza culturale che trasforma un'eredità in un asset economico contemporaneo e competitivo. Il Salento post-Xylella rappresenta invece, drammaticamente, il rischio dello sconvolgimento degli equilibri ecologici e socio-economici causati da shock ambientali e modelli di agricoltura intensiva non resilienti. I territori dell'Italia di mezzo sono qui indagati attraverso un osservatorio d'eccezione, quello del cibo. Il cibo smette di essere solo nutrimento per farsi dispositivo analitico e politico, una lente capace di rivelare le trame profonde che legano soggetti, istituzioni e territori. Muovendosi lungo i concetti di filiera, prossimità e tracciabilità, in queste pagine è ricostruito il viaggio della materia prima che, trasformandosi in merce e prodotto, finisce per incorporarsi nell'intimità dei corpi e nella forma stessa dei paesaggi. Dalle posture teoriche dell'agroecologia e dei food cultural studies, la riflessione si esplicita nella concretezza di territori-osservatorio scelti per il loro potenziale simbolico e progettuale. Il pane di Matera diventa così il pretesto per rileggere l'incontro tra riforma agraria e modernità urbana, mentre i boschi di olivo del Salento, feriti dalla Xylella, mostrano il trauma di un'identità paesaggistica che cerca faticosamente nuove vie di patrimonializzazione. L'analisi non si esaurisce nella sola ricognizione critica, ma prova a definire nuove traiettorie di lavoro. Il progetto sperimentale dell'Atlante del cibo di Matera viene qui presentato come una piattaforma di cittadinanza attiva, un forum deliberativo capace di innescare scelte alimentari responsabili e nuove forme di democrazia territoriale. In un dialogo costante tra geografia critica e urbanistica, il volume ci sfida a riconoscere nel cibo il motore di un cambiamento necessario, restituendo senso e futuro a quei paesaggi coltivati e sociali che costituiscono l'ossatura fragile e preziosa del nostro paese.