Attaccamenti. I nostri legami al di là dell'umano
Translation by Anna Delfina Arcostanzo.
Torino, 2026; hardback, pp. 640.
(La Biblioteca).
series: La Biblioteca
ISBN: 88-06-27009-5
- EAN13: 9788806270094
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Weight: 3.072 kg
In tempi di intelligenze artificiali e catastrofi climatiche si dice sempre piú spesso, e forse non del tutto a torto, che abbiamo perso il contatto con la natura e che dovremmo recuperarlo. Ma di cosa stiamo parlando, quando lo diciamo? Qual è il rapporto con la natura che dovremmo recuperare? Stépanoff ci mostra come il genere umano abbia la straordinaria capacità di affezionarsi agli animali, agli oggetti, agli spiriti; e come questa capacità, unica tra le creature, definisca ogni aspetto delle nostre esistenze sociali e politiche. Attaccamenti ci rivela una delle radici profonde dalle quali è cresciuto il grande e complesso albero dell'umanità. Per molto tempo abbiamo definito gli esseri umani attraverso i legami che li univano gli uni agli altri: siamo gli unici a comunicare attraverso il linguaggio e siamo anche i soli ad adottare convenzioni e leggi per organizzare le interazioni che fondano la nostra vita sociale. Ma gli esseri umani si distinguono anche per le particolarissime relazioni che instaurano con chi sta al di là di loro: con gli animali, l'ambiente e il cosmo. Con Attaccamenti Charles Stépanoff, uno tra i maggiori e piú brillanti antropologi contemporanei, costruisce una grande teoria dei rapporti umano-non umano a partire dalla nostra propensione a sviluppare attaccamento ed empatia nei confronti di creature non umane, vegetali e inanimate. Nel farlo si interroga su come il modo di rapportarci tra noi possa essere spiegato da come comunichiamo con gli animali, con le piante, con i fiumi, con le montagne e con le divinità. Si propone cosí di rispondere a domande urgenti per i tempi che stiamo vivendo, che riguardano una nuova maniera di intendere il posto che occupiamo nel mondo, piú in armonia con tutto ciò che ci circonda, con un ambiente che mai come ora è minacciato. Ma lo fa senza idealizzare il «selvaggio», senza rimpiangere un'ipotetica età dell'oro che non è mai esistita: gli esseri umani hanno sempre modificato il loro ambiente e un mondo incontaminato che preveda la nostra presenza non esiste. In queste pagine chiare e affascinanti, Stépanoff riesce a portarci con sé dalla foresta amazzonica a un villaggio della Siberia, per arrivare al salotto di casa nostra, mentre cerchiamo di comprendere i vagiti di nostro figlio, a cui dovremmo imparare a ridare un valore non umano e cioè, in qualche modo, magico nel suo essere terreno.