I furnaresi e il fascismo
Milazzo, 2026; cartonato, pp. 152, cm 16x22,5.
EAN13: 9791280566706
Periodo: 1800-1960 (XIX-XX) Moderno
Luoghi: Europa,Italia,Sicilia
Testo in:
Peso: 0.34 kg
Mancava nel racconto della storia di Furnari una pagina che si prendesse cura in maniera analitica e testimoniale del ventennio fascista. Certo, Lorenzo Chiofalo, a cui va il mio pensiero affettuoso, ha, nelle sue Cronache Furnaresi, aperto un'ampia finestra su questo lungo periodo; e ci potrebbe bastare nella sua esaustiva riproposizione di immagini, umori, personaggi. Ma adesso che la prospettiva storica è mutata e atteggiamenti non proprio democratici si vanno diffondendo nel mondo e anche da noi in Italia, è utile indagare dinamiche che nella realtà contemporanea spingono il consenso e muovono azioni che, con un aggettivo certo abusato, si definiscono fasciste. Abuso che svuotando di significati specifici un'espressione che ha connotazioni particolari e oggettive, dà luogo ad interpretazioni generiche, estensive, vaghe, facendo perdere al termine il suo rapporto con la storia. Da questo punto di vista è necessario rievocare un contesto per restituire ad un concetto, ad un'idea di stato, ad una parola, la sua dimensione corretta. Riposizionare, dunque, un termine che ha significato violenze, razzismo, fame, stragi, guerre, vale restituirlo alla storia, fare comprendere la pericolosità dei suoi contenuti, promuovere la riflessione su ideologie che si ammantano di patriottismo confondendolo col più retrivo nazionalismo per oltrepassare i confini di ogni senso etico. Fare rivivere un regime dal punto di vista della quotidianità può, in apparenza, offrire appigli alle giustificazioni, ad un pensiero, tutto sommato, disposto alla comprensione, ma non è certo così, piuttosto è un modo per far comprendere come speculando sulle speranze e sui sogni di un popolo, si possa, al contrario, ottenere la sua distruzione attraverso la disillusione più dura e in molti casi la disperazione. In questo lavoro Santino Recupero avverte la necessità di fare chiarezza per uscire da una ambiguità storica inaccettabile, senza proporsi in vesti che non gli competono, promuove un'indagine testimoniale a tutto campo al fine di offrire spiegazioni sia all'ampio consenso, sia delle sacche di resistenza che pure ci sono state, sebbene con modalità molto differenziate. Ne viene fuori un affresco vivace in cui fatti e personaggi rimbalzano dal passato all'attualità liberi da pregiudizi e ancora impregnati di quella vitalità propria delle cose vere. Così mentre si discorre di senso, consenso e resistenza, emerge dallo sfondo un ambiente, un sostrato economico e culturale, una comunità intensamente impegnata nella lotta per la sopravvivenza che tuttavia non rinuncia ai sogni, alle speranze e persino alle illusioni. E questo ci commuove, ci coinvolge, ci fa partecipi di una vicenda, di una storia della quale le presenti generazioni sono la continuazione. Grazie dunque al professore Recupero per il dono che ha fatto a tutti noi. Ma lo dobbiamo ulteriormente ringraziare perché le sue indagini che si svolgono in un ambito assai ristretto qual è quello di un piccolo paese, di fatto travalicano i confini di Furnari e facilmente coinvolgono non solo tipologie accostabili per dimensioni e ambiente, ma interpretano necessità comuni e ricorrenti a prescindere da situazioni particolari e specifiche. Il lavoro si propone, dunque, come chiave di lettura di un fenomeno che non va sottovalutato nelle sue intrinseche dinamiche poiché inaccettabili sono le conseguenze e i punti di sbocco quando si perdono di vista conquiste fondamentali della civile convivenza. E a me pare che il senso più profondo e vero di queste pagine stia nel richiamo alla vigilanza attiva, alla difesa dei valori della libertà e della democrazia che, lontani dall'essere stabilmente acquisiti, necessitano di una costante riflessione e dell'impegno di tutti.