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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

prezzo di copertina: € 77.00

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Costo totale: € 77.00 € 127.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 77.00)

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

Milano, 1992; ril., pp. 471, ill. col., tavv. col., cm 33x30,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

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Sua altezza di baci

Carta Canta

Forlì, 2018; br., pp. 112, cm 15x21,5.
(I Passatori).

collana: I Passatori

ISBN: 88-85568-38-6 - EAN13: 9788885568389

Periodo: 1800-1960 (XIX-XX) Moderno,1960- Contemporaneo

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.17 kg


«Da sempre l'amore per me è un atto migratorio gentile si alza e se ne va». "La voce di Eva Laudace è la voce elegante di questa estrema epoca dell'abbandono. Viaggiate in questo libro fiorito e funesto e avrete fucilate in petto, vi trapasserà da parte a parte con lame gentili e feroci. Avrete gli occhi lucidi di pianto e di allucinazione dura e felice. Eva vive e dà voce all'epoca dove ogni abbandono (evitabile o no) sembra confermare con più durezza a ogni colpo una specie di abbandono anteriore, radicale. Uno sperdimento nell'universo. Un abbandono ontologico, direbbero i filosofi. Come se una mano ci avesse scagliato in questo strambo posto e poi si fosse ritirata. O questa mano avessero ormai occultato e sfregiato, da sembrare irreperibile, negata. Questa scena dove si alterna, in sottofondo, il cupo rintocco dell'abbandono e la grazia delle sue rare sospensioni con la vitalità estrema, preziosa, di certi scorci, è abitata dalla poesia di Eva, tra buie radiosità alla Achmatova e sommessa cantabilità italiana, con pena, lucidità, spasmo. E con il segreto e, a tratti, bambinesco entusiasmo di chi forse ritiene che l'epoca totalitaria dell'abbandono non sia l'unico orizzonte in cui vivere. Che ci sono segni (elementari e fragili come la madre o sperduti in strani pozzi di senso come il padre o certi minimi gesti) che rovesciano il mondo dell'abbandono in un luogo nudo dove dire "grazie", dove attestare sempre nuove formazioni dell'amore." (Davide Rondoni)

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design e realizzazione: Vincent Wolterbeek / analisi e programmazione: Rocco Barisci