La stampa clandestina russa. Da Pasternak a Solenicyn. La letteratura del samidzat (1957-1976)
Translation by Lucio Dal Santo and Tania Gargiulo.
Milano, 2026; paperback, pp. 464, cm 14x21.
(Il sogno di Gutenberg. 91).
series: Il sogno di Gutenberg
EAN13: 9791257490188
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Weight: 1.091 kg
C'è una letteratura che nasce senza tipografie, senza librerie, senza copertine: fogli battuti a macchina, copie con la carta carbone, pagine passate di mano in mano come un segreto. Nell'Unione Sovietica della censura questa rete invisibile ha un nome: samizdat. È qui che prende forma "l'altra" letteratura del Novecento russo, quella che non chiede permesso e non accetta di tacere. In questo libro Jurij Mal'cev ricostruisce con ritmo narrativo e precisione critica la geografia clandestina delle idee e delle opere: dagli anni dell'ombra che circondano Boris Pasternak fino all'esplosione morale rappresentata da Aleksandr Solenicyn. Ne emerge un percorso fatto di romanzi, autori conosciuti e meno noti, poesie, memorie e testimonianze: testi che sfidano il monopolio della "verità ufficiale" a rischio della libertà di chi li copia e li diffonde. La stampa clandestina russa è un grande studio sistematico di questo importantissimo fenomeno della cultura russa contemporanea che è appunto la letteratura non ufficiale, quella che dal Dottor ivago in poi ha scelto di manifestarsi, eludendo i canali ufficiali, libera dalle pastoie della censura, nell'editoria dattiloscritta o manoscritta del samizdat. Pagina dopo pagina si vede come la clandestinità diventa circolazione: un testo che passa di mano in mano e, talvolta, oltre confine, arriva a trasformarsi in patrimonio comune; il samizdat diventa laboratorio di stile e di coscienza, dove l'urgenza etica non spegne l'invenzione, e dove il bisogno di verità genera forme nuove. Malc'ev segue tutti gli sviluppi di questa "seconda letteratura": la sua analisi è volta a individuare le componenti più generali, estetiche e ideali, l'influsso del romanzo occidentale contemporaneo. È un viaggio dentro il "continente sommerso" della letteratura russa contemporanea: teso, vivo, necessario, perché in quelle pagine clandestine non si conserva soltanto un repertorio di opere: si misura, ancora oggi, il coraggio di dire la verità quando costa tutto - e di restare liberi, almeno sulla pagina, pagando in prima persona il diritto di scrivere "al di fuori" del consentito.