La trasmissione orale di Mañjuśrī. Mahāmudrā, Chod e Lama Chopa nella tradizione dei Dalai Lama
Roma, 2026; hardback, pp. 194, cm 15x21.
(Civiltà dell'Oriente).
series: Civiltà dell'Oriente
ISBN: 88-340-1943-1
- EAN13: 9788834019436
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"All'inizio, considerando l'attaccamento al sé come un nemico, ne ho trafitto il cuore con la lama affilata della conoscenza delle scritture. Ora, nel grande specchio della mente libero da rappresentazioni, io osservo senza vedere quel sé". È qui presentata per la prima volta in lingua italiana la traduzione di due testi della tradizione buddhista tibetana Gelug, la scuola a cui appartiene il Dalai Lama. Il primo testo, opera di uno dei più influenti autori gelugpa del XVIII secolo, Yeshe Gyeltshen, si intitola L'istruzione orale del Guru Mañjuśrī. Una chiara esposizione dei punti chiave della Mahāmudrā di Gaden. Tratta infatti della tradizione contemplativa chiamata Mahāmudrā, il 'Grande Sigillo', collegata ai sūtra mahāyāna. Il secondo testo, di Lozang Namgyel, si intitola La lampada che illumina la pratica, spiegando chiaramente il significato delle parole del testo sul Chod "La guida per coloro che cercano la libertà" e si occupa del sistema tantrico del Chod, la 'Recisione dei demoni', costituendo una delle prime trattazioni disponibili in italiano sull'argomento. Le istruzioni contenute in queste opere fanno parte di un lignaggio di trasmissione particolarmente segreto iniziato dal fondatore stesso della scuola Gelug, Tsongkhapa. Secondo la tradizione, gli erano state consegnate direttamente dal bodhisattva della saggezza, Mañjuśrī. Si basano sulla letteratura detta 'Perfezione della saggezza', Prajñāpāramitā, e il loro scopo finale è portare il praticante a sradicare l'attaccamento al sé e sperimentare direttamente la vacuità, l'assenza di esistenza intrinseca come condizione reale di tutti i fenomeni. Nell'Appendice è contenuta un'ulteriore traduzione dal tibetano: riguarda il Lama Chopa, la letteratura tantrica appartenente alle pratiche contemplative del guruyoga, considerate dalle varie tradizioni buddhiste tibetane come indispensabili per il risveglio del praticante, se non addirittura superiori alle altre. L'autore ha tradotto i testi dal tibetano, corredandoli di introduzioni e note. Del terzo testo, contenuto in appendice, ha redatto anche il commento.