Nicola Grassi (1682-1748)
Treviso, 2019; hardback, pp. 532, b/w and col. ill., b/w and col. plates, cm 24x30.
cover price: € 90.00
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Nicola Grassi (1682-1748)
Treviso, 2019; hardback, pp. 532, b/w and col. ill., b/w and col. plates, cm 24x30.
FREE (cover price: € 90.00)
Carlo Dolci. Complete Catalogue of the Paintings
English Text.
Firenze, 2015; paperback, pp. 392, 100 b/w ill., 186 col. ill., cm 24,5x28,5.
FREE (cover price: € 150.00)
Segni in corsa
Lamberto Pignotti - Lucia Sapienza
Campanotto
Pasian di Prato, 2024; paperback, pp. 40, cm 16x23.
ISBN: 88-456-1824-2 - EAN13: 9788845618246
Period: 1800-1960 (XIX-XX) Modern Period,1960- Contemporary Period
Languages:
Weight: 0 kg
Succede allora che l'occhio impigrito e annoiato di star lì a guardare si è messo davvero a vedere, o a non vedere.
Ciò che vede, o non vede, dai finestrini imbrattati e scarabocchiati di un treno in corsa, Lucia Sapienza in «Segni in corsa» è forse ciò che vedeva, o non vedeva, Giacomo Leopardi oltre la siepe del suo ermo colle. L'infinito?
L'infinito si apre a straripanti valenze ma, esclusa l'idea di entrarvi iniziando da destra oppure da sinistra, Lucia Sapienza e Lamberto Pignotti - due autori che da tempo portano avanti sperimentali lavori verbovisivi in comune - hanno puntato sulla scelta di prendere il treno dell'infinito in corsa, un treno anomalo su cui non compaiono le stazioni di partenza e di arrivo.
Dunque «Segni in corsa». Segni in corsa nello spazio ma anche nel tempo, segni dispersi e forse irreperibili, come i frammenti postali dei favolosi Anni 60, di Lamberto Pignotti, dove affiorano messaggi avviati per mari e per monti a scrittori, artisti, editori, galleristi, spediti in un tempo ormai remoto dall'autore, e talvolta tornati indietro da indirizzi e destinatari rimasti oltre la siepe dell'infinito.
A ragione Anna Cochetti nella prefazione a questo libro a due mani scrive che i due testi interconnessi «stabiliscono, per analogia o per opposizione, una rete di relazioni che cortocircuitano spazi e tempi "altri", inventando uno "spazio nuovo" in cui immagine, gesto e scrittura si fondono in un "unicum". A raccontare una nuova "storia contemporanea"».








