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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; paperback, cm 21x28.

cover price: € 77.00

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; paperback, cm 21x28.

FREE (cover price: € 77.00)

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

Milano, 1992; bound, pp. 471, col. ill., col. plates, cm 33x30,5.

FREE (cover price: € 50.00)

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

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Trattato sui segni

Bompiani - RCS Libri

Edited by Fiorentino F.
Milano, 2010; bound, pp. 1456, cm 15x21.
(Il Pensiero Occidentale).

series: Il Pensiero Occidentale

ISBN: 88-452-6553-6 - EAN13: 9788845265532

Period: 1400-1800 (XV-XVIII) Renaissance,1800-1960 (XIX-XX) Modern Period

Languages:  italian text  

Weight: 1.265 kg


Alla fine del suo "Saggio sull'intelletto umano" (1689) Locke auspicava il sorgere di una nuova disciplina, che chiamava Semiotica. In questa nuova scienza, che avrebbe dovuto studiare le idee e le parole, intravedeva le linee di un'altra logica e di un'altra critica. Non sapeva che, quasi sessant'anni prima (1632), un teologo domenicano, Giovanni di San Tommaso, aveva già pubblicato un Trattato, nel quale studiava sia il segno formale, corrispondente a quella realtà mentale che Locke chiamava idea e che per il teologo domenicano avrebbe dovuto chiamarsi anche concetto, sia il segno strumentale, che Locke aveva chiamato parola, ma nella cui nozione era incluso sia il segno vocale sia quello grafico. Solo nel primo quarto del secolo scorso questo testo è stato oggetto di studio da parte di Jacques Maritain, che lo ha fatto conoscere nel mondo anglosassone, sollecitandone una traduzione. John Deely, che lo ha tradotto ultimamente in inglese (1985), lo considera come un altro "Discorso sul metodo", nel quale tuttavia si conserva del pensiero classico ciò che manca alla filosofia moderna e contemporanea, l'oggettività della conoscenza, presente nel concetto di segno formale, per il fatto che esso è, come aveva detto Aristotele, somiglianza della cosa, di cui fa le veci, rappresentandola, dinanzi alla potenza conoscitiva. Introduzione di Fernando Fiorentino, Augusto Ponzio e Cosimo Caputo. Postfazione di John Deely.

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