La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna
San Casciano V. P., 2017; paperback, pp. 402, col. plates, cm 21,5x30.
cover price: € 150.00
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Books included in the offer:
La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna
San Casciano V. P., 2017; paperback, pp. 402, col. plates, cm 21,5x30.
FREE (cover price: € 150.00)
Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento
Edited by Pratesi G.
Biografie a cura di Nicoletta Pons.
Torino, 2003; 3 vols., bound in a case, pp. 795, ill., cm 21x30,5.
(Archivi di Arte Antica).
FREE (cover price: € 350.00)
Il mito degli alpini. Vol. 1: Dalle origini alla grande guerra
De Marco Claudia
Paolo Gaspari Editore - Istituto Editoriale Veneto Friulano
Presentazione di Cesare Di Dato.
Udine, 2004; bound, pp. 200, b/w ill., cm 17x24.
(Collana Storica. 29).
series: Collana Storica.
ISBN: 88-7541-007-0 - EAN13: 9788875410070
Subject: Essays (Art or Architecture),Historical Essays
Period: 1800-1960 (XIX-XX) Modern Period
Languages:
Weight: 0.45 kg
In questo viaggio della e nella memoria l'Alpino-tipo si concretizza e si racconta non come un qualunque contadino-soldato pieno di disciplina, passività e rassegnazione, anzi un buon montanaro e un buon alpino sono pieni di intraprendenza, sanno arrangiarsi in qualunque circostanza, sono dei cento-mestieri allevati dalla vita ad affrontare le situazioni e a cavarsela. Questi risvolti comportamentali danno origine a tutta un'aneddotica, un colore e anche a una letteratura che mostra come si alimenti il mito che intanto vien formandosi di questo soldato e uomo del popolo in divisa, fante, ma fante con la penna assolutamente speciale e con una sua pronunciata identità. Essi funzionano da sfogo e valvole di sicurezza, nella quotidianità colorita di una cronaca fitta di fiaschi di vino e di muli, salva però sempre l'adesione profonda a un mondo intimamente rispettoso dell'ordine e delle gerarchie 'naturali'. Espressione di una disciplina sociale diversa e civilmente superiore rispetto alla disciplina cieca imposta d'autorità sui piazzali delle caserme, ma soprattutto al rinnovamento di un patto della memoria, degli affetti: un inno alla giovinezza e all'ingenuità perduta per sempre nella morsa della Grande Guerra.








