Teoria della classe armata. L'età del potere militare
Casalecchio di Reno, 2026; paperback, pp. 560.
(Un' altra storia).
series: Un' altra storia
ISBN: 88-6588-322-7
- EAN13: 9788865883228
Subject: Historical Essays
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Weight: 2.688 kg
La fine silenziosa della democrazia dei cittadini. L'ascesa della Classe Armata e il tramonto della civiltà illuminista. Con le prefazioni di Jeffrey D. Sachs, Oliver Stone e Luciano Canfora, questo libro avanza una tesi dirompente: nel 1973, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti abolirono gli eserciti di cittadini soldati, passando a un esercito interamente volontario e professionale. L'Inghilterra aveva aperto la strada già nel 1960 e, in pochi decenni, quasi tutto l'Occidente seguì il modello. Quella che appariva come una semplice riforma militare è in realtà uno spartiacque entropico nella storia della civiltà occidentale nata dalle rivoluzioni americana e francese. Togliendo ai cittadini il monopolio dei mezzi della violenza legittima - un traguardo che la borghesia aveva impiegato 7 secoli a conquistare -, questa trasformazione ha reciso il legame antichissimo tra cittadinanza e responsabilità militare dello Stato. Quel legame che, già per Tito Livio e Machiavelli, rappresentava il fondamento della libertà tra pari e dell'autorità politica del cittadino. È così emersa una nuova classe sociale che l'autore ha chiamato Classe Armata: un gruppo professionale che possiede di fatto i mezzi della violenza legittima e ha sviluppato una propria logica autonoma di riproduzione e accumulazione parassitaria sulla ricchezza pubblica, del tutto sconosciuta alla coscienza del presente. Il suo circuito, come propone l'autore parafrasando Marx, non è più quello classico della borghesia capitalista (Denaro → Merce → Denaro aumentato, D-M-D'), bensì Potere → Denaro → Plus Potere (P-D-P'). In questo modo il capitalismo ha perso il controllo politico della violenza dello Stato, finendo violentemente controllato dal potere decisionale della neo Classe Armata. Guerra, caos controllato e produzione permanente di minacce geopolitiche diventano quindi condizioni necessarie per la sua sopravvivenza e crescita, configurandosi come il vero motore che ha guidato il disastroso allargamento della NATO dopo la fine dell'URSS. Una dinamica automatica, simile a quella di una specie invasiva, che finisce per minacciare l'habitat stesso da cui trae nutrimento: l'ecosistema capitalistico e democratico occidentale, come le recenti crisi militari hanno reso ormai evidente. Frutto di oltre dieci anni di ricerca indipendente, questo libro offre una lettura spietata e lucidissima di ciò che il pensiero contemporaneo, in profonda crisi di conoscenza, etichetta solo come «follia autodistruttiva»: le guerre occidentali degli ultimi decenni, apparentemente irrazionali, sono invece perfettamente coerenti con la logica interna della nuova classe dominante, la quale si muove per strappare al capitalismo il dominio della storia. Quest'opera, attraverso un'analisi che intreccia storia, sociologia ed economia politica, e grazie a un'intera terza parte dedicata all'estetica della distruzione bellica tra cinema e videogiochi - che l'autore definisce con potente invenzione Estetica Necatrix -, fotografa con lucidità implacabile il trapasso epocale che stiamo vivendo: la fine silenziosa dell'esperienza politica aperta con le rivoluzioni americana e francese e il potenziale tramonto della civiltà illuminista, con il suo prezioso corredo di diritti universali. Un bisturi affilatissimo - come lo ha definito Oliver Stone Una ricerca pioneristica - secondo Luciano Canfora Un libro straordinario e necessario - per Jeffrey D. Sachs - per comprendere le ragioni profonde di un declino che altrimenti appare inspiegabile. Candidato a diventare un classico del pensiero politico contemporaneo, questo libro rappresenta uno dei contributi più radicali e necessari per interpretare la crisi della nostra civiltà.