Elogio degli intellettuali
Edited by A. Verdiglione.
Translation by I. Facco.
Milano, 2026; paperback, pp. 110, cm 14x21.
ISBN: 88-85806-53-8
- EAN13: 9788885806535
Languages:
Weight: 0.12 kg
Esistono ancora gli intellettuali o sono una specie in via d'estinzione? Gli scrittori prosperano, gli artisti attirano le folle. Ma che ne è degli scrittori e degli artisti, che, dopo il caso Dreyfuss, potevano essere definiti intellettuali, cioè che "uscivano dalla loro disciplina per trovare, senza l'ombra di un mandato e forti di un'autorità acquisita altrove, utile e naturale andare a mescolare la loro voce ai grandi dibattiti della città"? E hanno ancora un ruolo nell'epoca degli influencer, dei dibattiti televisivi e delle intelligenze artificiali? Questo libro del notissimo filosofo e opinion leader francese Bernard-Henri Lévy, pubblicato per la prima volta nel 1987, poneva già allora questioni essenziali e quanto mai attuali. Lévy coglie che è finita l'era dell'intellettuale organico o impegnato, perché sono finite le ideologie per cui si batteva. Ma anche perché gli intellettuali hanno troppe volte "mentito, tradito, hanno spergiurato, si sono screditati". Troppo spesso pronti a salire sul carro del vincitore o a seguire le sirene del facile successo. Però, secondo Lévy, l'ostilità nei loro confronti nasce dal bisogno di ogni pensiero Unico di eliminare ogni voce critica e di semplificare la complessità del reale. Per lui gl'intellettuali non solo non sono inutili e dannosi come spesso vengono dipinti, ma sono indispensabili per la difesa della verità, della libertà, e dei diritti umani. Rinunciare alla loro funzione critica significa esporre la società al conformismo e al totalitarismo. "E se non vogliamo che la lotta antinazista, la rivendicazione della differenza, la battaglia per i diritti si volgano in incubo, occorrerà che siano gli intellettuali, proprio loro, a ricominciare a parlare". Elogio degli intellettuali è una difesa appassionata del pensiero critico come atto civile, un invito a non rinunciare alla complessità e alla responsabilità della parola in un'epoca che tende a semplificare, delegittimare, silenziare.