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La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

prezzo di copertina: € 150.00

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Costo totale: € 150.00 € 500.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 150.00)

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

A cura di Pratesi G.
Biografie a cura di Nicoletta Pons.
Torino, 2003; 3 voll., ril. in cofanetto, pp. 795, ill., cm 21x30,5.
(Archivi di Arte Antica).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 350.00)

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

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Ciao, nani. Raccolta delle storie di vita di anziane e anziani della Fondazione Giovanni Carlo Rota Onlus du Almenno San Salvatore

Città Aperta Edizioni

Troina, 2008; br., pp. 115, cm 14x21.
(Percorsi. 9).

collana: Percorsi.

ISBN: 88-8137-332-7 - EAN13: 9788881373321

Soggetto: Società e Tradizioni

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.2 kg


"Ciao, nani" è il frutto di una ricerca condotta da Adriana Lorenzi e promossa dalla Fondazione Giovanni Carlo Rota, una struttura residenziale per anziani. Le storie che sono raccolte nel volume, narrate da sei degli ospiti (Alfredo, Carolina, Celestino, Gino, Pasquina e Rosa) del reparto geriatrico dell'Istituto di Almenno San Salvatore, grazie al lungo e paziente lavoro del gruppo di operatrici dirette dalla Lorenzi, si sono fatte scrittura, memoria, testimonianza. Così chi legge riesce a ritrovare nel linguaggio frammentario, confidenziale, a volte brusco di alcuni di loro, nei piccoli flashback, nell'approccio semplice e diretto alle cose, qualcosa che gli appartiene. Sono le storie dei propri genitori o dei propri nonni, le storie di un mondo che non esiste più, se non nei racconti di chi lo ha vissuto e ancora lo ha davanti agli occhi, forse più vasto e più vivo di quello che è diventato. "L'anziano racconta e la sua memoria - dice Adriana Lorenzi - non appartiene solo a lui, ma anche ad altri, a quelli che hanno condiviso la sua stessa epoca, a quelli che sono venuti dopo e che sono irrimediabilmente avviluppati ai loro antenati come le foglie nuove a quelle vecchie, le gemme ai tronchi spogli. L'anziano che racconta accetta di dare un nome ai tanti episodi accaduti perché possano essere trasmessi. Dare un nome è un modo per sottrarre all'oblio e alla cancellazione, non tutto, certo, ma qualcosa, qualche traccia che altri andranno a cercare".

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