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La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

prezzo di copertina: € 150.00

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Costo totale: € 150.00 € 500.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 150.00)

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

A cura di Pratesi G.
Biografie a cura di Nicoletta Pons.
Torino, 2003; 3 voll., ril. in cofanetto, pp. 795, ill., cm 21x30,5.
(Archivi di Arte Antica).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 350.00)

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

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Emilio Maza. Un fotografo nell'Europa dell'Ottocento (1824-1890)

Il Convivio

Castiglione di Sicilia, 2025; br., pp. 224, cm 21x24.

ISBN: 88-3274-847-9 - EAN13: 9788832748475

Soggetto: Fotografia

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0 kg


Attraverso la revisione delle fonti archivistiche, giornalistiche e iconografiche, il volume ricostruisce la vicenda biografica e l'attività di Emilio Maza, uno dei più originali e sottovalutati fotografi italiani dell'Ottocento. Nativo di Palazzolo, in provincia di Brescia, apprese l'arte fotografica tra Inghilterra e Francia. Nel 1850 approda a Vienna, ma ben presto si sposta a Trieste, città ancora sotto il dominio austriaco. Nel 1855 si stabilisce definitivamente a Milano, dove diventa tra i pochi titolari di un atelier fotografico. Ben presto, grazie all'esperienza nelle "capitali" europee della fotografia, diviene tra i più apprezzati e riconosciuti professionisti del settore, alla pari dei ben più celebri Alessandro Duroni o Luigi Sacchi. Ne sono testimonianza, non solo gli elogi di figure del calibro di Giuseppe Zanardelli o di Carlo Cocchetti (quest'ultimo lo definì "primo del Lombardo- Veneto"), ma soprattutto l'illustre clientela, da Francesco Hayez a Cesare Cantù, da Andrea Maffei a Emilio Praga, da Giuseppe Missori a Gaetano Negri, e così via. Se Milano è il fulcro della sua attività per almeno quindici anni, allo stesso tempo effettua delle trasferte in altri centri dell'area padana, quasi ritornasse ad essere il fotografo "itinerante" dei primi anni: lo ritroviamo, perciò, a Cremona, città di origine della moglie, nella vicina Piacenza o a Bergamo. Nell'estate del 1866 visita i teatri di battaglia della Terza Guerra d'Indipendenza per ricavarne una raccolta di 58 fotografie, che sarà intitolata "Album della guerra del 1866". Se quest'opera si può considerare l'apice della produzione di Maza, d'altro canto sancì irreparabilmente il declino della sua carriera professionale: è quanto emerge da un carteggio inedito intercorso tra il fotografo e il Gabinetto Particolare di S.M. Vittorio Emanuele II. Oltre agli approfondimenti sulla biografia e sull'attività artistica, si propone un catalogo di oltre 50 immagini, dai ritratti alle vedute della guerra del 1866, fotografie corredate da un commento che mira ad identificare personaggi e luoghi raffigurati. Sono riproposti, inoltre, gli annunci commerciali che apparvero sui giornali italiani, austriaci e francesi.

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