Colla
Pescara, 2025; br., pp. 90, ill., cm 13,5x20,5.
EAN13: 9791280307897
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Leggendo queste poesie, è naturale sentire il bisogno di entrare nel profondo della coscienza per testare il proprio sentire e confrontarsi non solo con il sentire dell'Autore, ma anche con quello collettivo. Le sue parole interrogano e in qualche modo selezionano i lettori, infatti, la complessità del linguaggio, le ardite metafore spesso condensate e nascoste nell'area semantica di una sola parola pregnante, la potenza immaginifica che traduce i testi in fantasmagoriche narrazioni filmiche, i temi metafisici e alchemici che cristallini emergono dai versi necessitano di essere accolti da un pubblico d'élite, abituato a paesaggi culturali complessi quanto ampi e coraggiosamente liberi. Dalla prefazione di Maria Gabriella Ciaffarini Ho conosciuto Francesco Iacovetti come disegnatore, onirico e simbolico, visionario forse, ma con un tratto elegante e originale. Lo scopro oggi poeta, con questa silloge fortemente introspettiva, a tratti spietata, con la quale ci mette a parte del proprio sentire più intimo, delle proprie zone d'ombra, delle delusioni, delle incertezze e dei rimpianti. Accanto a questa accorata denuncia della propria fragilità, tuttavia, emerge, a volte sommesso, altra più potente, un anelito di elevazione verso la luce che si intuisce splendida e, in molti casi, associata alla pace. Dalla prefazione di Luca Dragani