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Perugino e il Suo Tempo. "Il Meglio Maestro d'Italia"

Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria, 4 marzo - 11 giugno 2023.
A cura di Picchiarelli V. e Pierini M.
Milano, 2023; ril., pp. 592, 650 ill. col., cm 24x21.

prezzo di copertina: € 40.00

Perugino e il Suo Tempo. "Il Meglio Maestro d'Italia"

Costo totale: € 40.00 € 249.90 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Perugino e il Suo Tempo. "Il Meglio Maestro d'Italia"

Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria, 4 marzo - 11 giugno 2023.
A cura di Picchiarelli V. e Pierini M.
Milano, 2023; ril., pp. 592, 650 ill. col., cm 24x21.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 40.00)

Perugino e il Suo Tempo. "Il Meglio Maestro d'Italia"

Michele Rocca e la pittura rococo a Roma

Brescia, 2004; ril. in cofanetto, pp. 310, ill. b/n e col., tavv., cm 24,5x31,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 180.00)

Michele Rocca e la pittura rococo a Roma

Cucinare per gli amici

Traduzione di S. Mancuso.
Milano, 2012; ril., pp. 269, ill., cm 21x26,5.
(Gli Illustrati).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 29.90)

Cucinare per gli amici

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La divina interferenza. La critica dei poeti nel Novecento

Gaffi Editore in Roma

Roma, 2015; br., pp. 343, cm 15,5x21,5.
(Saggi).
(Saggi).

collana: Saggi

ISBN: 88-6165-165-8 - EAN13: 9788861651654

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.425 kg


"La divina interferenza" è un'area di intersezione e sovrapposizione tra i campi del poetico e del saggistico, è il campo di tensione dove il poeta, rifiutando il pregiudizio della sua autoreferenzialità e ancillarità rispetto all'azione e alla teoresi, si appropria delle armi della critica e le sfrutta per segnare un percorso impuro, aperto e non metodico. I poeti del secolo scorso erano tanto certi di questa verità da non sentire neppure la necessità di argomentarla: Ungaretti, Montale, Pasolini, Zanzotto, Fortini, Giudici e Sereni sapevano perfettamente che i loro scritti critici fornivano le coordinate per la lettura dei versi e che le loro poesie erano già di fatto degli atti critici. Sapevano cioè che la poesia viaggia con un bagaglio pesante, che è animata da una tensione a pensare se stessa, cioè a porsi in relazione contemporaneamente con il passato (la tradizione) e il presente (la propria ricaduta morale e umana). Sapevano, altresì, che la critica è una sorta di arrière-pays della poesia, il suo orizzonte interiore, in assenza del quale diventa sterile discutere del ruolo dell'intellettuale nella società. Oggi la situazione pare nettamente mutata, e forse la marginalizzazione e deresponsabilizzazione del poetico ha a che fare proprio con un divorzio, con la deriva della poesia rispetto all'impulso critico e autocritico.

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