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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

prezzo di copertina: € 77.00

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Costo totale: € 77.00 € 127.00 aggiungi al carrello carrello

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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 77.00)

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

Milano, 1992; ril., pp. 471, ill. col., tavv. col., cm 33x30,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

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Jean Arp dal dada al surrealismo

Aiòn Edizioni

Firenze, 2025; br., pp. 96, ill. col., cm 14x20.

EAN13: 9791280723321

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0 kg


Il primo atto di libertà realizzato da Jean Arp con la sua opera, che fa piazza pulita e apre l'illimitato campo del possibile, è stato la messa in discussione dei codici e dei generi dell'arte. I generi, intesi ancora nella vasariana accezione, disegno, pittura e scultura, fondamenti della storia dell'arte dall'antichità, non erano stati distrutti dalla rivoluzione impressionista che aveva sì messo in discussione il rapporto tra arte e realtà, tra soggetto e oggetto, tra sensazione e rappresentazione, ma che nonostante Paul Cézanne, Edgar Degas e Claude Monet, non aveva dissolto la strutturazione e la classificazione in generi del linguaggio artistico. Erano state le avanguardie storiche, cronologicamente il Fauvisme, 1904, il Cubismo, 1906, il Futurismo, 1909, infine l'Espressionismo di Die Brücke, 1905, e Der Blaue Reiter, 1909, a iniziare la distruzione dei generi, negando il loro carattere separatorio e avviando quel concetto di globalità dell'espressione artistica che diverrà poi fondamento di tutta l'arte moderna. In questo processo Arp è stato, senza dubbio, insieme a Marcel Duchamp, uno dei maggiori dissolutori del linguaggio. La linguistica moderna ha modificato il concetto di segno, che nell'accezione originaria latina, signum, aveva tra i diversi significati quello specifico di impronta, marchio, accanto a quello di segno e segnale - "pecori signum imprimere" (Virgilio): "marchiare il gregge", ma anche incidere, segnare, tracciare; "vestigia summa pulvere signare" (Virgilio): "lasciare superficialmente le tracce sulla polvere", trasformandolo in quello di "Élement phonique ou graphique du language" - fino all'enunciato di Ferdinand de Saussure - "La langue est un système de signes exprimant des idées". Arp ha percorso in modo inverso questo processo e riconduce il segno alla sua funzione originaria di impronta, incisione, ed è a suo modo un "signa fabricantur", nome che Cicerone usa per definire il costruttore di figure, statue, immagini: lo scultore. Marco Fagioli

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