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Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

prezzo di copertina: € 77.00

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Costo totale: € 77.00 € 127.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Presentazione di Erich Schleier.
San Casciano V.P., 2013; br., cm 21x28.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 77.00)

Giuseppe Puglia il Bastaro. Il naturalismo classicizzato nella Roma di Urbano VIII

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

Milano, 1992; ril., pp. 471, ill. col., tavv. col., cm 33x30,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Pinacoteca Vaticana. Nella pittura l'espressione del messaggio divino, nella luce la radice della creazione pittorica

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L'arte muraria italiana. I costruttori, gli ingegneri e gli architetti

Re Enzo Editrice

Bologna, 2002; ril., pp. 238, 120 tavv. col. num. n.t., cm 24x35.

Soggetto: Edilizia e Materiali,Storia dell'architettura

Periodo: Tutti i Periodo

Luoghi: Italia

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 1.8 kg


«L'opera - racconta l'ingegner Coccolini - procede su due binari: alla storia dell'arte muraria si accompagna quella dell'umanità. Ed emergono particolari interessanti: anzitutto si scopre che la motivazione primaria per la nascita di quest'arte (9000 anni fa) fu religiosa; solo i Romani iniziarono a costruire "per l'uomo". Poi vennero i barbari, che fecero arretrare la cultura romana di 8 secoli. In particolare ricordiamo in Italia i Longobardi: essi ancora costruivano in legno, ma quando scoprirono che le "tribù comacine" (abitanti tra Como, Milano e Lugano) sapevano costruire in pietra (avevano appreso infatti l'arte dai benedettini, i primi progettisti in Europa) le affrancarono, per tale merito, dalla schiavitù. I "maestri comacini" costruirono migliaia di chiese e di abbazie in Europa, per almeno due secoli e furono sostituiti, con l'avvento dei Comuni, dalla Compagnia dei muratori». «Quella del muratore è un'arte - continua l'ingegner Coccolini - Adesso purtroppo i muratori non ci sono più, ci sono gli "addetti all'edilizia"; e non esiste più la "promozione sul campo" da garzone a manovale e da manovale a maestro. Ricordo che fino all'ultima guerra si svolgeva in cantiere la cerimonia della "cappella" per il passaggio da manovale a "mastro muratore": il capomastro consegnava al manovale "promosso" il grembiule lungo di canapa da muratore e da quel momento gli dava del "voi". Poi c'era quella che a Bologna si chiamava la "bandiga", la cerimonia di fine lavori, con la presenza del prete che benediceva l'opera compiuta. Tradizioni che avevano significati importanti e che non vanno dimenticate».

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