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OFFERTA DEL GIORNO

Pino Pascali

Milano, Fondazione Prada, 28 marzo - 23 settembre 2024.
A cura di Mark Godfrey.
With Italian translations of the texts.
Testo Inglese.
Milano, 2024; 2 voll., br. in cofanetto, pp. 336+228, 351 ill. col., cm 21x28.

prezzo di copertina: € 90.00

Pino Pascali

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Pino Pascali

Milano, Fondazione Prada, 28 marzo - 23 settembre 2024.
A cura di Mark Godfrey.
With Italian translations of the texts.
Testo Inglese.
Milano, 2024; 2 voll., br. in cofanetto, pp. 336+228, 351 ill. col., cm 21x28.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 90.00)

Pino Pascali

Marcello Morandini. Catalogo ragionato

A cura di Meneguzzo M.
Milano, 2020; ril. in cofanetto, pp. 536, 1400 ill. b/n, 96 ill. col., cm 25x37.
(Arte Moderna. Cataloghi).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 150.00)

Marcello Morandini. Catalogo ragionato

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La scrittura del disastro

Il Saggiatore

Traduzione di Sossi F.
Milano, 2021; br., pp. 232, cm 15x22.
(La Cultura).

collana: La Cultura

ISBN: 88-428-2839-4 - EAN13: 9788842828396

Periodo: 1800-1960 (XIX-XX) Moderno,1960- Contemporaneo

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.264 kg


«Leggere, scrivere, come si vive sotto la sorveglianza del disastro: esposti alla passività fuori passione. L'esaltazione dell'oblio. Non sarai tu a parlare; lascia parlare in te il disastro, non importa se attraverso l'oblio o il silenzio.» Ultima fra le opere teoriche di Maurice Blanchot, La scrittura del disastro risponde alla necessità di riflettere sul tema del linguaggio poetico e letterario che si era imposta imperiosa con Lo spazio letterario, ma che qui va oltre - «al di là» - il problema di dire ciò che è, al di là del bisogno di appagamento, al di là della descrizione di una totalità. È una ricerca che rompe questa totalità, che turba ogni cosa, e prima di tutto la scrittura. Ha a che vedere con l'interruzione, con la frammentazione, con la catastrofe. Con il disastro. La scrittura stessa allora si frantuma, soccombe a un'esigenza che non trova - che non cerca - la redenzione, ma un'altra possibilità di se stessa. La scrittura diventa qualcosa che porta al meno, all'oblio, al non detto, al mai cominciato. Blanchot recupera gli scrittori amati, antichi (Ovidio) e moderni (Kafka, Melville, Hölderlin), e si confronta con maestri del pensiero come Heidegger e Levinas, per scavare nella non possibilità della parola letteraria, nella possibilità del silenzio senza scopo. Sullo sfondo, Auschwitz, che rivela e mette a nudo «tutte le caratteristiche di una civiltà» e che impone di continuare a «vegliare, senza posa, sull'assenza smisurata». Con uno stile che, adattandosi al disastro, si fa fratto e ossimorico, Maurice Blanchot invita alla lettura chiedendole di rinnovarsi e continua la meditazione che ha praticato (e che lo ha guidato) per tutta la vita, scardinando quanto è venuto prima. Perché «c'è domanda, eppure nessun dubbio; c'è domanda, ma nessun desiderio di risposta; c'è domanda, e nulla che possa essere detto, ma solo da dire».

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