I nomi
Traduzione di Federica Aceto.
Torino, 2026; cartonato, pp. 424.
(Supercoralli).
collana: Supercoralli
ISBN: 88-06-27504-6
- EAN13: 9788806275044
Testo in:
Peso: 2.035 kg
Una nuova traduzione del capolavoro che ha consacrato il mito di DeLillo. Ta Onómata, «i nomi»: solo l'iscrizione lasciata da un folle su una roccia, o l'indizio definitivo per risolvere il mistero che si cela dietro gli omicidi all'arma bianca compiuti sull'isoletta greca di Kouros e altrove? Tocca a James Axton,risk analyst americano di stanza ad Atene, sciogliere l'enigma, e cogliere cosí il potere assurdo e deflagrante della parola: «Se conosci l'ordine corretto delle lettere, fai un mondo, fai la creazione. Se conosci le combinazioni, fai tutta la vita e la morte». A quarantaquattro anni di distanza dalla sua prima pubblicazione torna il capolavoro di Don DeLillo in una nuova traduzione, ed è l'opportunità per apprezzare ancora una volta un'opera potente, geniale e ipercontemporanea. Mediterraneo, fine anni Settanta, un tempo di guerre e rivoluzioni. Lo statunitense James Axton è uno scrittore mancato riciclatosi nel settore dell'analisi del rischio per conto di una multinazionale assicurativa. Il suo ruolo è quello di valutare la situazione geopolitica delle zone calde del Medio Oriente e per ciascuna accertare se «uccidono americani laggiú». Ha scelto come base operativa Atene, perché è su un'isoletta delle Cicladi che la sua ex moglie Kathryn (che James fatica a considerare tale) si è trasferita insieme al loro figlio Tap, dopo aver scoperto una passione per l'archeologia. James passa le sue giornate fra telex e scartoffie o in compagnia della sua comunità di espatriati anglofoni, che con lui condividono un cupo senso dell'ironia e il fatalismo degli sradicati, a meditare sui propri fallimenti come marito (di cui l'elenco delle «Ventisette Turpitudini» imputategli da Kathryn è la tragicomica testimonianza) e come scrittore. Anche il novenne Tap ambisce a quel ruolo. Il romanzo che sta scrivendo è ispirato a Owen Brademas, il responsabile degli scavi a cui lavora Kathryn, figura di rara inafferrabilità. Durante un'escursione fra le grotte dell'entroterra Owen s'imbatte in due uomini dall'aria smunta e trasandata. Gli rivolgono un'unica sorprendente domanda, «quante lingue parli?», e solo alla sua risposta, «cinque», quasi fosse una parola d'ordine azzeccata, lo lasciano passare. Nasce cosí l'idea di una «setta » di adoratori dell'alfabeto. Poco tempo dopo giunge notizia di un omicidio cruento commesso sulla placida isoletta: un anziano demente è stato ucciso a colpi di martello. Stabilire la connessione fra quel crimine, e quelli che seguiranno, e la presunta setta diventa un'ossessione. Dalla Grecia lo sguardo si allarga ad altri luoghi e altre lingue: il deserto del Wadi Rum in Giordania, le città brulicanti dell'India, ovunque ci siano parole da scoprire, segni da interpretare. «Come si collegano le cose?», osserva infine Axton. «Imparando i loro nomi». Alla sua prima pubblicazione, nel 1982, il romanzo accende i riflettori su una voce dirompente, con ogni evidenza destinata a cambiare il panorama della letteratura americana e mondiale. Seguiranno Rumore bianco, Underworld e gli altri capolavori. Ma il culto dello scrittore Don DeLillo nasce qui.