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La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

prezzo di copertina: € 150.00

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Costo totale: € 150.00 € 500.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

San Casciano V. P., 2017; br., pp. 402, tavv. col., cm 21,5x30.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 150.00)

La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

A cura di Pratesi G.
Biografie a cura di Nicoletta Pons.
Torino, 2003; 3 voll., ril. in cofanetto, pp. 795, ill., cm 21x30,5.
(Archivi di Arte Antica).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 350.00)

Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento

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La fabbrica per spogliatoi e mensa di Marcello D'Olivo. Fra oblio e salvaguardia

Franco Angeli

Milano, 2022; br., pp. 176.
(Nuova Serie di Architettura. 69).

collana: Nuova Serie di Architettura

ISBN: 88-351-3705-5 - EAN13: 9788835137054

Soggetto: Urbanistica e Viabilità

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.46 kg


Il testo ripercorre la vicenda di un'opera pressoché dimenticata di Marcello D'Olivo che nel corso dei suoi oltre sessant'anni di vita ha intercettato oblio e rovina, e più recentemente imboccato un complesso quanto controverso percorso di patrimonializzazione che ci interroga oggi sui principi da porre alla base delle scelte operative e sulle conoscenze su cui fondare il riconoscimento delle qualità da salvaguardare. Attraverso materiali d'archivio per lo più inediti - disegni, documenti di cantiere, relazioni inerenti all'iter del riconoscimento del valore culturale dell'opera - il lettore è proiettato all'interno della sua travagliata vicenda, che dal magniloquente esordio entro la scena urbana approda in breve a un rovinoso declino, giocato sul crinale di un'autorità annunciata e in realtà mai compiuta, presto intrecciato al progressivo "spaesamento" dell'opera entro una città, Trieste, destinata nel secondo dopoguerra a traiettorie di sviluppo distanti dall'orizzonte ideativo dell'architetto. Sulle tracce di tale percorso il lettore ha modo di constatare un cambio di passo a fine secolo; critica e sapere storiografico profilano infatti una riappropriazione in chiave progettuale dell'opera dell'architetto, sulla cui scia muove l'iter della tutela. Autorità e autorialità dell'opera - agganciate alla progettualità di matrice wrightiana assegnata all'architetto - sostanziano il riconoscimento del suo valore culturale, lasciandone in ombra la materialità e con essa le qualità che la fabbrica condivide con il mondo produttivo del proprio tempo. Un tempo che troppo prossimo all'attualità non sembra assicurare quel distacco storico utile a sollevare un'autentica attenzione conservativa, stante anche alla predeterminazione della destinazione d'uso - vera strettoia dell'iter della tutela - che spinge in direzione di una trasformazione radicale di quanto della fabbrica oggi sopravvive. Si profila così un intreccio che svela al lettore contraddizioni e conflittualità alla base di ipotesi operative, avanzate e mai compiute, i cui presupposti oscillano sensibilmente ponendo questi e interrogativi di natura teorica e metodologica sul restauro di un'opera moderna in abbandono, il cui valore di memoria e cultura richiede oggi un rinnovato riconoscimento.

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