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OFFERTA DEL GIORNO

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. I. dalla Fondazione al Tardogotico

A cura di De Marchi A.
Coordinamento scientifico di Carlo Sisi.
Campagna fotografi ca di Antonio Quattrone.
Firenze, 2015; ril., pp. 320, 450 ill. col., cm 25x33,5.
(Le Chiese di Firenze.).

prezzo di copertina: € 50.00

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. I. dalla Fondazione al Tardogotico

Costo totale: € 50.00 € 150.00 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. Volume 2. Dalla Trinità di Masaccio alla Metà del Cinquecento

A cura di De Marchi A.
Firenze, 2016; ril., pp. 289, ill. col., cm 25x33,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. Volume 2. Dalla Trinità di Masaccio alla Metà del Cinquecento

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. Volume 3. Dalla ristrutturazione vasariana e granducale ad oggi

A cura di Riccardo Spinelli.
Illustrazioni di A. Quattrone.
Fotografie di Quattrone Antonio.
Firenze, 2017; ril., pp. 360, 416 ill. col., cm 24x33,5.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Santa Maria Novella, la Basilica e il Convento. Volume 3. Dalla ristrutturazione vasariana e granducale ad oggi

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Antonio delfini

Antonio delfini

Logos Art

Modena, 2009; ril., pp. 364, cm 25,5x21.
(Illustrati).

collana: Illustrati

ISBN: 88-7940-927-1 - EA7N: 9788879409278

Soggetto: Arti Grafiche (Disegno, Incisione, Miniatura)

Luoghi: Emilia Romagna

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.94 kg


Gianluigi Toccafondo stesso dice di questi due volumi, in un'intervista a Espoarte: " (...)attendevamo un'idea per una nuova esposizione, giunta su suggerimento della biblioteca Delfini, che mi ha commissionato un lavoro dedicato allo scrittore, mettendomi a disposizione molto materiale: ritratti, ma anche bellissime foto della città Modena, scattate dall'autore stesso. Sono così riuscito a farmi un'idea del territorio delfiniano, degli ambienti e dei personaggi che popolavano La città dei Sandroni. Questa la base d'ispirazione per un centinaio di disegni che verranno riprodotti ingranditi e applicati sul soffitto della Sala Delfini come una sorta di affresco della vita dello scrittore. In galleria invece saranno esposti tutti i disegni originali, quelli in bianco e nero, con le invettive di Delfini, scaturite come vero e proprio gesto liberatorio alla fine del progetto. (...)"

Gianluigi Toccafondo Nato a San Marino nel 1965, ha frequentato l'Istituto d'Arte di Urbino. Attualmente vive e lavora a Milano. Oltre a diversi cortometraggi ha realizzato sigle per trasmissioni televisive ed ha esposto i suoi lavori in numerose mostre.L'espressionismo cupo della Berlino degli anni '30, i gangster della migliore tradizione hollywoodiana e il graffitismo metropolitano si incontrano felicemente nei suoi video e negli altri lavori. Tra i video vanno segnalati alcuni spot realizzati per Rai 3, la Levìs e il circuito Cinema Europa, la sigla di Tunnel e di altri programmi televisivi, La pista del maiale del 1992 e Le criminal, un film di cinque ore prodotto per la francese La Sept e presentato alla Biennale di Venezia del 1993. Suoi disegni sono stati pubblicati da Fandango, Einaudi, Feltrinelli, Mondadori e altre case editrici. Ha collaborato con le riviste Linea d'Ombra, Lo straniero, Abitare, Tèlema e Internazionale.

Antonio Delfini nasce a Modena il 10 giugno 1907 in una ricca famiglia di proprietari terrieri della bassa modenese (la villa familiare, tuttora esistente, e' presso Cavezzo). Tredicenne, si iscrive alla fine del 1920 all'avanguardia giovanile fascista, e in seguito al PNF, da cui si distacchera' progressivamente negli anni seguenti. Autodidatta (non compie studi regolari), comincia a scrivere nella seconda meta' degli anni venti, grazie alla figura del filosofo Pietro Zanfrognini e a Ugo Guandalini (il futuro editore Guanda), con il quale fonda e dirige un periodico, "L'ariete" (1927, numero unico sequestrato e soppresso appena uscito). Scrive Delfini, nei suoi diari, come proprio dallo zio Pierino (così lo chiamava,in verità erano cugini ma con una notevole differenza d'età) stesse imparando lo "stile". Da solo fonda e dirige "Lo spettatore italiano" (tre numeri, 1928-1929). In seguito collabora con alcuni periodici ("Mutina", "Il Tevere"). Nel 1931 pubblica Ritorno in città, raccolta di brevi prose di chiara matrice baudelairiana (si vedano soprattutto i Petits poèmes en prose). L'amico Mario Pannunzio lo introduce negli ambienti letterari di Roma, dove Delfini entra nel comitato fondatore della rivista "Oggi" (dove tra altri figura anche il nome del giovane Alberto Moravia). Delfini rimane pero' estraneo al programma letterario della rivista che sarebbe destinata a diventare l'organo ufficiale del "contenutismo". Con Pannunzio fonda nel 1935 un'altra rivista dalla breve vita (quattro numeri), "Caratteri". Venduta la casa di Modena alla fine del 1935, si trasferisce a Firenze dove entra in contatto con l'ambiente culturale del Caffè Giubbe Rosse e stringe amicizie importanti con scrittori e intellettuali come Romano Bilenchi, Carlo Bo, Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi, Mario Luzi, Eugenio Montale, ecc. Nel 1938 esce presso l'editore fiorentino Parenti il volume Il ricordo della Basca, raccolta di dieci racconti in cui Delfini crea l'immagine di una Modena (M***) insieme reale e immaginaria, in cui sogno e realtà danno luogo a un intreccio di forte carica simbolica e emotiva. Più volte impegnato nella lotta politica nel 1951 scrive il Manifesto per un partito conservatore e comunista in Italia che però non riscontra alcuna risonanza politica. Nel 1956 Delfini propone una nuova edizione del Ricordo della Basca, ampliata da una lunga introduzione autobiografica considerata il vero capolavoro dello scrittore modenese. Si tratta di un testo assolutamente nuovo per la sua modernità all'interno della letteratura italiana degli anni '50, in cui l'autore, con profonda e disperata ironia, racconta di un personaggio-scrittore sdoppiato e sparuto, divorato da un'Italia provinciale dominata da figure marginali e corrotte. Nel 1957 esce il volume La Rosina perduta che ripropone anche il testo (già pubblicato nel 1940) del Fanalino della Battimonda, racconto scritto secondo il modello della scrittura automatica dei surrealisti francesi. Il surrealismo di Delfini (dalla critica letteraria spesso dato per scontato) va preso con qualche riserva, data la scarsa sistematicità dell'approccio surrealista dell'autore italiano rispetto all'esempio dei francesi. Delfini stesso preferisce parlare di 'emotivismo'. Nel 1959 esce a Milano Misa Bovetti e altre cronache in cui Antonio Delfini dà luogo a un'opera in cui l'immaginario risulta ricco di spunti comici e grotteschi, tesi a smascherare il volto mostruoso del capitalismo all'italiana. Una dolorosa vicenda amorosa lo spinge a scrivere le Poesie della fine del mondo che escono presso Feltrinelli (e grazie anche all'interessamento di Giorgio Bassani) nel 1960. Del 1962 e' Modena 1831, città della Chartreuse, ultimo libro edito in vita e piccolo testamento letterario dello scrittore. Antonio Delfini muore il 23 febbraio 1963. Pochi mesi dopo la sua morte, I racconti (titolo dato da Garzanti alla terza edizione del Ricordo della Basca) vinceranno un molto discusso Premio Viareggio. I suoi Diari sono pubblicati da Einaudi nel 1982 grazie a Natalia Ginzburg.

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