Steven Holl
A cura di Tinacci E.
Roma, 2005; br., pp. 120, ill. b/n, cm 16x16.
(Antologia della Contemporaneità. 4).
collana: Antologia della Contemporaneità.
ISBN: 88-7890-669-7
- EAN13: 9788878906693
Soggetto: Architetti e Studi,Saggi (Arte o Architettura)
Periodo: 1800-1960 (XIX-XX) Moderno,1960- Contemporaneo
Luoghi: Nessun Luogo
Testo in:
Peso: 0.26 kg
Steven Holl costituisce un'eccezione rispetto agli autori precedentemente pubblicati in questa collana, perché sostituisce alla lucida e razionale riflessione di architetti come Koolhaas o Eisenmann, un avvicinarsi magico ed alchemico ai problemi della contemporaneità e al proprio lavoro di architetto. Nei suoi scritti coniuga insieme arcaismi emozionali e una profonda ammirazione per la tecnologia contemporanea, riuscendo a mantenere in vita sia un amore romantico per la natura che la curiosità per un mondo del possibile di tipo tecnologico che, percepisce, è ancora tutto da costruire. In questo mirabile equilibrio - fatto anche, a volte, di fecondi sbandamenti - nasce la sua architettura che, nelle sue mani, mantiene intatta la gioiosa intenzione di dar senso, colore e vita ai luogi e, trasformandoli, alle persone che li abitano. Lungo questo intricato percorso mentale Holl giunge al concetto di molteplice - inteso come una necessaria alternativa al determinismo meccanicista - e ai concetti di complesso e cangiante, vissuti come un'affascinante possibilità dopo la presunta e riduttiva verità di una ormai obsoleta perfezione...immobile. Ma anche sottro questo profilo Steven Holl percorre una strada autonoma rispetto ai suoi colleghi, perchè non vive i nuovi concetti come opposizione al modernismo ma come il risultato di una naturale evoluzione di esso che, nel suo svilupparsi, giunge ad accogliere e far vivere anche il molteplice ed il complesso, dopo lo standard ed il lineare. Ma il suo lavoro va oltre le premnesse in quanto Steven Holl, attraverso rare intuizioni, percepisce che negli spazi della città contemporanea "gli edifici non sono più oggetti ma...visioni che danno forma ad una prospettiva in movimento...ove la luce artificiale crea spazi acquosi e curvilinei...e lo stile e la forma in qualche modo scompaiono. Spazi che si flettono creando differenti viscosità...così da rendere la notte di Tokio, la notte di Manhattan e la notte di Amsterdam tra loro del tutto diverse". Steven Holl chiama questo la metafisica dell'intreccio e solo partendo da queste riflessioni può giungere ad intuire ed elaborare nuove geometrie e diversi ordini formali, ove cominciano a vivere e si rincorrono altri significati del tempo e dello spazio. Lungo questo complicato percorso Elena Tinacci - che ha curato questo volume - ci guida con efficacia di sintesi e visione d'insieme, accompagnandoci pian piano attraverso i diversi - a volte contrapposti - mondi mentali di Steven Holl.
Steven Holl è uno dei maggiori architetti contewmporan ei. Natio nel 1947, si è laureato alla Washington University e, dopo aver trascorso un periodo di studio a Roma nel 1970, si è specializzato alla Architectural Association di Londra nel 1976. Nello stesso anno ha poi aperto il proprio studio a New York, lo Steven Holl Architects. A partire dagli anni Ottanta le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui i premi della rivista "Progressive Architecture" e degli Associazione degli architetti americani AIA, e sono state oggetto di svariate esposizioni. Tra i suoi progetti più noti vi sono la Cappella di Sant'Ignatius alla Seattle University, il Museo di Arte Contemporanea Kiasma di Helsinki, i Dormitori studenteschi Simmons Hall al MIT. Il suoi lavoro è stato costantemente accompagnato da una serie di pubblicazioni. Nel 1976 ha fondato la collana "Phamplet Architecture", poi seguita dalla pubblicazione delle raccolte dei suoi progetti Anchoring nekl 1989 ed Intertwining nel 1996. I suoi libri più recenti sono Parallax del 2000, idea and Phenomena e Written in water, entrambi del 2002. Nel 1989 ha ottenuto la Cattedra alla Facoltà di Architettura della Columbia University, dove insegna Progettazione dal 1981.
Elena Tinacci si è laureata in architettura all'università di Roma Tre ed ha poi seguito il Master Europeo in Storia dell'Architettura presso l'Accademia di San Luca. Dopo aver lavorato alla Fondation Le Corbusier di Parigi, è attualmente impegnata nel progetto "Le Corbusier Plans", nell'ambito del quale si occupa della redazione dei testi relativi alle Unité d'habitation. Per conto di Docomomo International ha poi curato il numero speciale del Docomomo Journal "Modern ARchitecture in Africa".