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OFFERTA DEL GIORNO

Raffaello 1520-1483.

Roma, Scuderie del Quirinale, 5 marzo - 2 giugno 2020.
A cura di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi.
Milano, 2020; br., pp. 544, 400 ill. col., cm 22x28.
(Cataloghi di Arte Antica).

prezzo di copertina: € 46.00

Raffaello 1520-1483.

Costo totale: € 43.70 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

La cucina vip. Alessandro Circiello, le ricette per le star

Milano, 2012; br., pp. 128, ill., cm 15x19.
(Chef!).

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 12.90)

La cucina vip. Alessandro Circiello, le ricette per le star

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Quando Cinecittà parlava ungherese. Gli ungheresi nel cinema italiano (1925-1945)

Quando Cinecittà parlava ungherese. Gli ungheresi nel cinema italiano (1925-1945)

Rubbettino Editore

Soveria Mannelli, 2006; br., pp. 227, ill., cm 17x24.
(Varia).

collana: Varia

ISBN: 88-498-1598-0 - EA7N: 9788849815986

Soggetto: Cinema,Saggi Storici

Periodo: 1800-1960 (XIX-XX) Moderno

Testo in: testo in  italiano  

Peso: 0.44 kg


Sin dai primi anni della storia del cinema in Italia, diversi sono stati i contributi che l'Ungheria ha saputo dare alla crescita di questo importante mezzo nella penisola italiana. Fra tutti spicca quello rappresentato dall'attività di Gabor Pogàny che, dopo un apprendistato come operatore alla macchina, esordisce nel '41 come direttore della fotografia e rimane a lavorare nel nostro paese sino al '90. Altro contributo importante del quale il volume tratta è quello offerto dalla cosiddetta commedia all'ungherese che prende l'avvio in Italia dalla diffusione durante gli anni '20 e '30 di una certa letteratura magiara. Dopo un capitolo dedicato a tutti gli operatori ungheresi nel cinema italiano, il volume chiude con il profilo di due nostre connazionali, le attrici EIsa Merlini e Vera Carmi che, con l'attività svolta tra il '33 e il '43, hanno contribuito alla creazione di quanto lo stesso autore definisce l'Ungheria di Cinecittà: quell'immagine del paese magiaro come luogo dove tutto è permesso di contro a un'Italia dove tutto è rigorosamente proibito dal regime fascista.

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