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OFFERTA DEL GIORNO

Jannis Kounellis.

Venezia, Ca' Corner della Regina, 11 maggio - 24 novembre 2019.
A cura di Germano Celant.
Testo Italiano e Inglese.
Milano, 2019; cartonato, pp. 516, ill. b/n e col., tavv. b/n, cm 21x28.

prezzo di copertina: € 95.00

Jannis Kounellis.

Costo totale: € 90.25 aggiungi al carrello carrello

Libri compresi nell'offerta:

Ara Gallant. [English Edition]

Introduzione di Anjelica Huston.
Testo Inglese.
Bologna, 2010; ril. in tela, pp. 160, 130 ill. b/n e col., 130 tavv. b/n e col., cm 24x32.

OMAGGIO (prezzo di copertina: € 50.00)

Ara Gallant. [English Edition]

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Uniqahaus Uffici Direzionali a Klagenfurt Barbara Frediani-Gassere, Gianluca Frediani. [Ed. Italiana e Tedesca]

Uniqahaus Uffici Direzionali a Klagenfurt Barbara Frediani-Gassere, Gianluca Frediani. [Ed. Italiana e Tedesca]

Alinea Editrice

Testo Italiano e Tedesco.
Firenze, 2008; br., pp. 48, ill. b/n e col., cm 22,5x22,5.
(Momenti di architettura contemporanea. Collana diretta da Alessandro Massarente. 16).

collana: Momenti di architettura contemporanea

ISBN: 88-6055-287-7 - EA7N: 9788860552877

Soggetto: Saggi (Arte o Architettura)

Periodo: 1960- Contemporaneo

Testo in: testi in  tedesco, italiano  testi in  tedesco, italiano  

Peso: 0.24 kg


UNIQAHAUS nasce come risultato della riqualificazione architettonica di un blocco edilizio che caratterizza, con la sua elegante facciata, una delle più frequentate piazze di Klagenfurt. L'intervento di recupero, realizzato dallo studio italo-austriaco fredianiGasserarchitettura, riscopre i frammenti storici del complesso rimettendo in luce la corte rinascimentale ed inserendola nel sistema di spazi pubblici che caratterizza il tessuto della città carinziana. Le trasformazioni sono quasi tutte racchiuse all'interno dell'involucro murario preesistente: una struttura costituita da tre antichi edifici che sono stati successivamente accorpati e profondamente trasformati nei secoli. Dalla massa compatta dell'insieme oggi emergono, unici segni moderni, delle alte lastre di vetro che sorvegliano i nuovi ingressi e invitano a scoprire il passaggio coperto che collega la Wiener Gasse con l'Heuplatz. L'apertura della galleria commerciale, la grande vetrata curva che segna l'atrio della compagnia assicurativa e la galleria espositiva a più livelli che usa i loggiati della corte, hanno reso aperto e disponibile uno spazio a lungo dimenticato e quasi seppellito sotto le molte infelici trasformazioni. L'interesse principale del progetto si colloca proprio in questo tentativo di indagare il limite fra progetto urbano e recupero architettonico alla ricerca di un nuovo rapporto fra spazi pubblici e privati, interno ed esterno, edificio e città. Il testo di Otto Kapfinger descrive con attenzione le qualità storiche e urbane del ritrovato spazio centrale che caratterizza il cuore dell'intervento. Il "Rinascimento di un Arkadenhof" è non solo il tema centrale del progetto ma anche il segno di un più ampio processo di trasformazione che coinvolge e rinnova la struttura urbana circostante. Il noto critico viennese analizza nel suo scritto i temi del rapporto tra antico e nuovo, recupero e trasformazione, mettendo in evidenza la complessità delle relazioni materiche e dimensionali che si instaurano ogni qual volta il progetto di architettura si esercita in contesti storici. Il contributo di Veronica Cupioli completa l'analisi critica dell'intervento ricostruendo le varie fasi del recupero, dal progetto alla realizzazione, e mettendo in evidenza gli obiettivi e le strategie della riqualificazione.
Idea e progetto, cantiere e tecnica, si mescolano in questa descrizione che indaga i limiti e le possibilità delle scelte compiute. L'autrice identifica nella riscoperta della luce l'idea guida del progetto: il contrasto fra le murature antiche e la leggerezza dei nuovi involucri vetrati esalta in un gioco percettivo di riflessioni, sfondamenti e sovrapposizioni il valore spaziale dell'architettura.

Das UNIQAHAUS ist das Resultat der architektonischen Neustrukturierung eines Geschäftsgebäudes, das mit seiner eleganten Fassade einen der belebtesten Plätze lagenfurts prägt. Die Renovierungsarbeiten wurden vom italienisch-österreichischen Architekturbüro fredianiGasserarchitettura durchgeführt. Die Architekten haben die historischen Elemente des Gebäudes, die typisch für das Stadtbild sind, wieder ans Licht gebracht und den Innenhof aus der Renaissance frei zugänglich gemacht. Die Erneuerungen betrafen fast ausschließlich das Innere des Gebäudes. Die Struktur, die aus drei historischen Gebäuden besteht, ist im Laufe der Jahrhunderte kontinuierlich und tief greifend verändert worden. Nun ragen aus der Komplexität des gesamten Gebäudes als einzige moderne Elemente hohe Glasschwerter heraus: Sie bewachen gewissermaßen die neuen Eingänge und laden dazu ein, die offene Passage zwischen Wiener Gasse und Heuplatz zu betreten. Die Öffnung der Geschäftspassage, die große gebogene Verglasung über dem Atrium der Versicherungsgesellschaft und die über mehrere Stockwerke reichende Ausstellungsfl äche bzw. Galerie, die den Bereich der Gänge nützt, haben einen Raum wieder geöffnet und zugänglich gemacht, der lange Zeit vergessen und fast unter den vielen missglückten Veränderungen - bedingt durch all die Umbauten - begraben war. Das Hauptaugenmerk des Projekts lag auf dem Versuch, die Grenze zwischen städtebaulichem Projekt und dem Wiederentdecken der Architektur auszuloten, auf der Suche nach einem neuen Zusammenspiel von öffentlichem und privatem Bereich, Innen- und Außenraum, Gebäude und Stadt. Der Text von Otto Kapfi nger beschreibt mit großer Aufmerksamkeit die historischen und urbanen Qualitäten des wiedergewonnenen zentralen Hofs, der das Herzstück der Renovierungsmaßnahmen darstellt. Die "Renaissance eines Arkadenhofs" ist nicht nur das Hauptthema des Projekts, sondern auch das Kennzeichen der einschneidenden Veränderung, bei der die umgebende urbane Struktur einbezogen wurde. Der bekannte Wiener Architekturkritiker analysiert in seinem Beitrag die Beziehungen zwischen Altem und Neuem, Wiederentdeckung und Veränderung, indem er die Komplexität der Beziehungen der Materie und der Dimensionen in Erinnerung ruft, die jedes Mal entstehen, wenn ein Architekturprojekt in historische Zusammenhänge eingreift. Der Beitrag von Veronica Cupioli vervollständigt die kritische Analyse des Projekts mit der Darstellung der verschiedenen Phasen des Umbaus von der Planung bis zur Ausführung und der Verdeutlichung der Motive und Strategien. Idee und Projekt, Baugeschehen und Technik vermischen sich in dieser Beschreibung, die die Grenzen und Möglichkeiten der gewählten Maßnahmen aufzeigt. Die Autorin identifi ziert in der Wiederentdeckung des Lichts das Leitmotiv des Projekts: der Kontrast zwischen dem historischen Mauerwerk und der Leichtigkeit der neuen Glaskonstruktionen, die durch das Spiel mit Refl exion, Transparenz und Transluzenz die architektonische Qualität der Räume steigern.

Barbara Frediani-Gasser, architetto, ha studiato e si è laureata presso le Facoltà di Architettura della Technische Universität di Vienna e dell'Università "Federico II" di Napoli. È stata consulente scientifico per la città di Klagenfurt e la Regione Carinzia; scrive regolarmente su riviste specializzate articoli su diversi aspetti della progettazione architettonica contemporanea.
Gianluca Frediani, architetto, si è laureato presso la Facoltà di Architettura "Federico II" di Napoli. Alterna l'attività professionale con l'impegno scientifico e didattico. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Composizione architettonica presso l'Università "La Sapienza" di Roma e la Technische Universität di Vienna; dal 1993 insegna Progettazione architettonica nella Facoltà di Architettura di Ferrara. Nel 2002 ha ottenuto la libera Docenza presso la Technische Universität di Graz dove ha insegnato nel 2002-2004. Ha pubblicato diversi libri ed articoli sull'architettura moderna e contemporanea. La loro attività professionale si svolge fra Italia ed Austria attraverso lo studio fredianiGasserarchitettura che hanno aperto nel 1995 a Klagenfurt e Ferrara. I loro progetti sono strettamente legati alla reintrepretazione dei contesti, sia urbani che naturali, di cui studiano con attenzione i segni e le stratificazioni storiche, materiali e umane. Sono stati invitati a numerose consultazioni ristrette conseguendo segnalazioni e premi. Loro opere sono state pubblicate su varie riviste di architettura. Fra i progetti realizzati: la sistemazione del Cimitero di guerra inglese (Klagenfurt, 1998); la Stadthalle di Althofen (Treibach-Althofen, 2001-02); il Centro seminari di Iselsberg (Winklern, 2002); il Centro servizi SVA (Klagenfurt, 2002); gli uffici SOT (Klagenfurt, 2003); Villa Laura (Krumpendorf, 2005); l'Asilo Sonnenwiese (Feldkirchen, 2006); la casa GM (Pischeldorf, 2007). Stanno attualmente lavorando al recupero del Vorstufen-Gebäude della Alpen-Adria-Universität di Klagenfurt e al progetto di un nuovo Centro per conferenze ed eventi culturali a St. Veit/Glan. Sul loro lavoro è in preparazione una prima monografia per LIBRÌA, Melfi. Veronica Cupioli, architetto, si è laureata presso la Facoltà di Architettura di Ferrara dove svolge attualmente il Dottorato di Ricerca in Tecnologia dell'Architettura. Dal 2006 collabora come consulente scientifi ca al blog www.architetturadipietra.it occupandosi di architettura degli interni e del design di elementi lapidei. Negli scritti e nei progetti concentra la sua attenzione principalmente sul valore tattile dell'architettura costruita. La passione per la materia e i suoi signifi cati simbolici l'hanno spinta ad approfondire lo studio teorico e le applicazioni sperimentali di materiali innovativi. Otto Kapfinger, architetto, vive a Vienna dove lavora professionalmente come critico di architettura. Tra il 1967 ed il 1972 ha studiato architettura alla Technische Universität di Vienna. Nel 1970 ha fondato, assieme ad Angela Hareiter e Adolf Krischanitz, il gruppo di architetti "Missing Link" che ha realizzato opere d'arte e di grafica, performance e film sperimentali. Kapfinger è noto a livello internazionale come studioso di architettura e come autore di numerose pubblicazioni. Tra il 1981 e il 1990 è stato critico di architettura per il quotidiano "Die Presse". Ha curato e promosso più di venti esposizioni sull'architettura austriaca del XX secolo, fra cui in particolare la mostra "Austrian New Wave" del 1980 a New York, "Visionari e esuli" nel 1994, e infine tre edizioni di "Architettura Emergente", per conto dell'Architekturzentrum di Vienna, e "Provocazione Costruttiva" su incarico dell'Istituto francese di architettura e dell'Istituto di architettura del Vorarlberg. Nel 1997-99 ha insegnato come Professore a contratto presso la Hochschule für Gestaltung di Linz.

Barbara Frediani-Gasser, Architektin, studierte Architektur an der Technischen Universität Wien und an der Universität "Federico II" in Neapel. Sie war wissenschaftliche Konsulentin für die Stadt Klagenfurt und die Kärntner Landesregierung. Barbara Frediani-Gasser schreibt regelmäßig Artikel über verschiedene Aspekte des zeitgenössischen architektonischen Entwerfens für technische Zeitschriften. Gianluca Frediani, Architekt, studierte Architektur an der Universität "Federico II" in Neapel. Das Doktoratsstudium absolvierte er an der Universität "La Sapienza" in Rom. Er kombiniert seinen Beruf mit wissenschaftlichen und didaktischen Tätigkeiten. Seit 1993 unterrichtet er Entwerfen an der Architekturfakultät in Ferrara. 2002 habilitierte er sich an der Technischen Universität Graz, wo er von 2002 bis 2004 als Universitätsdozent tätig war. Er hat verschiedene Bücher und Artikel über die Architektur der Moderne und der Gegenwart publiziert. Seit der Eröffnung des Büros fredianiGasserarchitettura in Klagenfurt und Ferrara (1995) verteilt das Architektenpaar seine beruflichen Aktivitäten zwischen Italien und Österreich. Die Projekte der beiden beschäftigen sich mit der Umwandlung von natürlichen und urbanen Kontexten. Dabei richten sie ihre Aufmerksamkeit vor allem auf die historischen Schichten, Materialien und menschlichen Spuren, ihrer Reinterpretation liegt ein genaues Studium des Vorhandenen zugrunde. Sie werden häufig zu Wettbewerben eingeladen und erhielten bereits zahlreiche Erwähnungen und Preise. Ihre Arbeiten wurden in Architekturzeitschriften publiziert. Unter den realisierten Projekten finden sich beispielsweise die Neugestaltung des englischen Kriegsfriedhofs (Klagenfurt, 1998), die neue Stadthalle Althofen (Treibach-Althofen, 2001-02), das Ausbildungs- und Seminarzentrum Iselsberg (Winklern, 2002), das Kundenservice der SVA (Klagenfurt, 2002), das SOT-Bürohaus (Klagenfurt, 2003),die Villa Laura (Krumpendorf, 2005), der Sonnenwiese-Kindergarten (Feldkirchen, 2006) oder das Haus GM (Pischeldorf, 2007). Sie arbeiten zurzeit am Umbau des Vorstufengebäudes der Alpen-Adria-Universität in Klagenfurt und am Neubau eines Veranstaltungs- und Kulturzentrums in St. Veit/Glan. Die erste Monografie über ihre Bauten ist in Vorbereitung und wird im Verlag LIBRÌA, Melfi, erscheinen. Veronica Cupioli, Architektin, hat ihren Abschluss an der Architekturfakultät von Ferrara gemacht, an der sie zurzeit das Doktoratsstudium im Bereich Technologie der Architektur absolviert. Seit 2006 arbeitet sie als wissenschaftliche Beraterin für die Plattform www.architetturadipietra.it, die sich mit Aspekten der Innenarchitektur und der Gestaltung von Steinelementen befasst. In ihren Publikationen und Projekten beschäftigt sie sich hauptsächlich mit den taktilen Eigenschaften der gebauten Architekturen. Ihre leidenschaftliche Auseinandersetzung mit diesem Thema und seinen symbolischen Bedeutungen führte zu profunden Analysen der Theorie und der experimentellem Praxis innovativer Materialanwendung. Otto Kapfinger, Architekt, lebt in Wien als freiberuflich tätiger Architekturpublizist. Er studierte von 1967 bis 1972 Architektur an der TU Wien. 1970 gründete er mit Angela Hareiter und Adolf Krischanitz die Architektengruppe "Missing Link", die künstlerische Objekte, Graphik, Performances und Experimentalfilme realisierte. International bekannt wurde Kapfinger als Architekturforscher und Autor zahlreicher Publikationen. Er war von 1981 bis 1990 Architekturkritiker der Tageszeitung "Die Presse". Als Kurator hat er rund zwanzig Ausstellungen zur Architektur des 20. Jahrhunderts in Österreich initiiert, darunter 1980 "Austrian New Wave", 1994 "Visionäre und Vertriebene", zuletzt drei Folgen von "Emerging Architecture" im Auftrag von Architekturzentrum Wien sowie "Konstruktive Provokation" im Auftrag von Institut francais d'architecture und Vorarlberger Architekturinstitut. 1997-99 war er Gastprofessor an der Hochschule für Gestaltung in Linz.

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