| Dettaglio Libro |
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| Stephan Balkenhol. |
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| Editore: |
Federico Motta
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| Scheda: |
Milano, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, 7 luglio - 16 settembre 2007. Milano, 2007; br., pp. 120, tavv. e ill. col., cm 26x29.
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| Lingua: |
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Indice:
Artista tedesco le cui sculture si confrontano da oltre 20 anni con gli uomini e le donne di tutti i giorni, Balkenhol si scosta dai classici ideali di bellezza. La sua è una realtà smitizzata, fatta di eroi assolutamente "normali", eppure sempre sovra o sottodimensionati, posti su piedistalli smisurati che ne alterano lo status.
Le figure vengono scolpite da un unico tronco di legno, tecnica che risale al Medioevo, e poi dipinte. Ma nonostante l'uso di questo metodo tradizionale - una particolare tecnica di intaglio utilizzata anche dall'espressionismo tedesco - la mimica dei volti è priva di qualsiasi espressione, non lascia trapelare alcuna emozione. Quasi a volersi distanziare da quanto accade attorno, quasi a cercare di evitare ogni coinvolgimento con la realtà. Qualsiasi gesto pare evitato, le statue si trovano nella più assoluta immobilità ed è proprio tale indifferenza ad allontanarle da quella stessa tradizione figurativa dalla quale traggono origine e di cui fanno parte.
A fronte di una normalità troppo evidente, fatta di vestiti banali e di un'apparente indifferenza per i particolari, la divisa dell'uomo comune, che Balkenhol osserva e fotografa per le strade, si tramuta nelle superfici ruvide e scavate. È proprio la forza espressiva del materiale utilizzato a conferire movimento e potere evocativo alle opere.
È scultura nel senso più tradizionale del termine, ma affrontata con un approccio totalmente personale e rivestita dal sottile velo dell'ironia. |
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