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La costruzione di un progetto. Constructing a Project. Concorso internazionale "Giardini di Porta Nuova" a Milano. (offerta −20%)
De Carlo, Giancarlo. Mazzolani, Monica. Franco, Stefano. La costruzione di un progetto. Constructing a Project. Concorso internazionale
Editore: Alinea Editrice
Scheda: Firenze, 2004; br., pp. 141, ill. b/n col., cm 22x24.
Altre edizioni disponibili:
ISBN: 8881258323
EAN: 9788881258321
Soggetto: Architettura e Arte Civile,Edilizia e Materiali
Periodo: 1960- Età Contemporanea
Luogo: Milano
Extra:
Lingua:
Peso: 0.68 kg
16.00 ( 20.00 - 20% ) carrello
normalmente disponibile in 2/3 sett.

Il progetto del libro sul Concorso dei Giardini Garibaldi deve, secondo me, esprimere la stessa novità che è stata la nostra decisione di lavorare insieme. Deve anche, io credo, esprimere il modo particolare in cui abbiamo lavorato e cioè non preconcetto, non dottrinario e non declamatorio, particolarmente attento a non farsi chiudere dai luoghi comuni che ingombrano l'architettura e l'urbanistica contemporanea e hanno l'apparenza risolutiva ma in realtà sono dirottamenti fuori dall'itinerario autentico dell'architettura.
Il libro dovrebbe dunque essere "tentativo" come è stato il processo che abbiamo percorso: svelto, sorprendente. Tutta l'ideologia, il politico, il sociologico che è nel progetto dovrebbe essere sottinteso. Il contenuto o le intenzioni ecologiche, il recupero di una comprensione profonda ma intelligente e attiva con la natura, il coinvolgimento dei cittadini, la partecipazione,... dovrebbero essere dati come impliciti: riemergono dalla struttura organizzativa e dall'impianto formale del giardino e non si dichiarano perché sono sostanza del progetto, sono loro stessi progetto, che non ha bisogno di lunghe didascalie parallele.
Non dovremmo dimenticare che, senza mai codificarli, nel nostro progetto ci siamo proposti due obiettivi:
- come riscoprire e recuperare un modo di sviluppo urbano "per paesaggi" che aveva reso magnificente Milano tra ‘700 e ‘800; e che poi era stato negato sotto la spinta della speculazione edilizia e della burocrazia amministrativa;
- come "tentare" nuove concezioni, metodi, tecniche, procedure, ecc.. per uscire dalla pratica di organizzare e urbanizzare il territorio per blocchi edilizi consecutivi e per dissolvere le persistenti ambiguità che continuano a legittimare lo zoning.
Abbiamo raggiunto questi obiettivi?
No di certo, per ora. Ma credo che ci saremmo riusciti se avessimo avuto l'occasione di continuare.
G.D.C

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