| I Marmi Colorati della Roma Imperiale.
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| Editore: |
Marsilio |
| Scheda: |
Roma, Mercati di Traiano, 28 settembre 2002 - 19 gennaio 2003. A cura di Marilda De Nuccio e Lucrezia Ungaro. Collaborazione di Patrizio Pensabene e Lorenzo Lazzarini. Testi di Fulvia Bianchi, Matthias Bruno, Andrea Coletta, Marilda De Nuccio, Katia Lollai, Marina Milella, Stefania Pergola, Gianni Ponti, Lucrezia Ungaro, Sabrina Violante e Massimo Vitti. Venezia, 2002; br., pp. 643, 500 ill. b/n col. num. n.t., cm 21,5x29. (Cataloghi).
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| Altre edizioni disponibili: |
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| ISBN: |
8831781170 |
| EAN: |
9788831781176 |
| Soggetto: |
Scultura
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| Periodo: |
0-X sec. Etą Antica
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| Luogo: |
Roma
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| Extra: |
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| Lingua: |
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| Peso: |
3.13 kg |
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| prezzo non disponibile
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volume esaurito, disponibile su richiesta |
Pregevole volume sulla storia dei marmi, che colorarono la Roma tardo-repubblicana e poi augustea, per trionfare nell'epoca imperiale. Imprescindibile manifestazione di opulenza, carichi di significati simbolici, i marmi furono ricercati dai romani in ogni territorio delle province, oggetto di un commercio fiorente e avventuroso, imbarcati sulle navi "lapidarie", fatti giungere a Roma risalendo il Tevere, e impiegati in decorazioni di cui ancora esistono testimonianze, per poi divenire cave di materiale pregiato per gli edifici di epoca cristiana.
Il 27 settembre si inaugura a Roma una grande mostra archeologica dedicata ai marmi colorati della Roma imperiale, promossa dal Comune di Roma e allestita ai Mercati di Traiano, lungo un itinerario che si svolge anche all'aperto nelle aree archeologiche dei Fori Imperiali. Un contenitore eccezionale per una mostra gią attesa come eccezionale, per l'argomento, per l'importanza dei prestiti provenienti dai principali musei di tutta Europa, per la quantitą dei pezzi esposti: 240 opere che rappresentano divinitą, ritratti di imperatori, animali, barbari prigionieri, elementi di arredo ed architettonici, elementi di rivestimento, colonne, capitelli, blocchi di cava ecc. Opere anche di grandi dimensioni come la statua colossale di imperatore seduto in porfido che proviene da Israele, oppure del tutte inedite come la ricostruzione del trofeo con barbari inginocchiati che vede per la prima volta riuniti assieme i due esemplari custoditi a Napoli e a Copenaghen. Il catalogo della mostra, ponderoso e scientificamente accuratissimo, con apparato iconografico esclusivamente a colori, si pone, per l'importanza dei contributi a opera dei maggiori studiosi del settore, come testo di riferimento per lo studio dei marmi colorati, delle tecniche di estrazione e delle cave del bacino del Mediterraneo.
Sculture di ogni genere e grandezza dai maggiori musei archeologici italiani ed esteri sono raccolte nell'esposizione I marmi colorati della Roma imperiale, allestita nella suggestiva cornice dei Mercati di Traiano, una delle aree storicamente pił note della Roma dei Cesari. Suddivise per temi - dalle divinitą ai ritratti di imperatori, dagli animali alla rappresentazione di barbari prigionieri - e per contesti - Aula del Colosso nel Foro di Augusto, Casa di Augusto sul Palatino, Tempio di Apollo Sosiano, Villa Adriana - le opere indagano sul significato estetico, simbolico e ideologico del materiale nobile per eccellenza, il marmo. Il porfido rosso, quello verde, rosso antico, pavonazzetto, cipollino, basanite, giallo antico, alabastro cotognino, sono solo alcuni degli svariati tipi di marmo presenti in mostra. Oltre ad alcune ricostruzioni di ambienti di domus e capolavori meno noti, provengono dalle sezioni archeologiche dei principali musei europei (Parigi, Berlino, Madrid e Roma), sculture di grandi dimensioni mai esposte prima a Roma, fra cui il Ganimede in pavonazzetto del museo di Sperlonga, l'Apollo in basanite da Napoli, la statua seduta di Diocleziano in porfido e granito, proveniente dal Foro di Cesarea Marittima in Israele e la statua dell'imperatrice Matidia/Aura in marmo bianco e bigio morato dal teatro romano di Sessa Aurunca. Spiccano per dimensioni le colossali statue di Apollo, dalla Collezione Farnese al Museo Archeologico di Napoli, uno seduto, in porfido rosso e marmo bianco di etą tardoantica-antonina, l'altro citaredo in basanite. Un percorso didattico, parallelo a quello espositivo, studia la ricerca, lo sfruttamento, le tecniche di estrazione, la lavorazione, il trasporto e il sollevamento dei blocchi di marmo, l'amministrazione e il sistema distributivo delle cave imperiali del mondo romano (Egitto, Tunisia, Grecia, Italia), documentati da riproduzioni grafiche, fotografiche, plastici, campioni marmorei e ritrovamenti ottocenteschi. A chiudere il percorso espositivo, un itinerario lungo le aree archeologiche dei Fori Imperiali mostra le ricche pavimentazioni dei principali edifici del Foro di Augusto e di Traiano, costiutite da tessiture a grandi moduli geometrici che hanno segnato la tradizione in questo campo fino all'etą medievale. |
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