| L'invenzione dello zero.
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(offerta −15%)
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| Filini, Francesco.
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| Editore: |
Orientexpress |
| Scheda: |
Napoli, 2006; br., pp. 88, cm 11,5x16. (Gli Scacchi. 2).
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| Altre edizioni disponibili: |
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| ISBN: |
8895007042 |
| EAN: |
9788895007045 |
| Soggetto: |
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| Periodo: |
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| Luogo: |
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| Extra: |
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| Lingua: |
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| Peso: |
0.14 kg |
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L'invenzione dello zero, come risultato algebrico, come scoperta teorica, come segno discriminante tra due scale di opposti, è il titolo del libro di poesie di Francesco Fillini. L'autore sembra interessato a definire come luogo del suo atto poetico un intervallo, uno spazio interstiziale. La poesia avrebbe esistenza dunque fra le contiguità (complementari o contrarie) dei fatti, delle cose, delle logiche sintattiche e semantiche. A volte lo spazio è ridottissimo, una luce tendente a zero, appunto.
Apparizione e sparizione, esistenza e inesistenza della poesia che, quasi, come nei versi d'apertura, non dipendono dall'autore.
In ogni piccolo componimento - ché evidentemente l'inclinazione è epigrammatica - non si procede per immagini, ma l'immagine stessa è, o il nucleo compresso fra le contiguità di cui sopra, o l'intera poesia, come se le contingenze foriere della medesima rimanessero taciute.
La scrittura di Francesco Fillini è quasi geometrica (paradigmatica la sezione calcoli). Una singolare seducente geometria acquisita da una lingua piana e razionale. |
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