Il libro d'artista Workshop Aesthetic racconta di una nuova estetica dei luoghi e degli attrezzi di produzione senza retorica guardando solo al fascino che forme e colori sono in grado di evocare. Per lungo tempo le officine ed i macchinari hanno avuto una loro estetica. Una bellezza quasi morale legata all'etica del lavoro ed al rispetto sociale che riusciva a conquistarsi chi era in grado di domarli e di farli funzionare. Un estetica simbolica e rude. Poi le officine sono sembrate non esistere più lasciando il posto a catene di montaggio automatizzate impersonali e lontane. I macchinari e gli utensili sono scomparsi dalle rappresentazioni. La realtà però è differente. Gran parte degli oggetti usati quotidianamente, specialmente i più innovativi, sono costruiti manualmente con macchinari che richiedono grasso e sudore per essere fatti funzionare. A livello macroeconomico è riconosciuto che la vera ricchezza risiede nella capacità produttiva.